Lo stemma rappresenta il castello di Albeleto che fu distrutto nel Medioevo e le due nocciole si spiegano con il latino Corolus Avellana che in italiano diventa Croglio. Questa spiegazione, data dal noto esperto di araldica Cambin, non è mai stata accettata storicamente.

Sembra che nel 1803, all'entrata del Cantone nella Confederazione, si sia scelto questo stemma per il nostro Comune in quanto sulla casa Molinari c'era un affresco con rappresentato un castello e delle nocciole.

Bisogna tener presente che, da noi, nel passato c'erano molti noccioleti e venivano coltivati per i preziosi frutti raccolti, consumati durante i mesi invernali.

 

In epoca preistorica il territorio dell'attuale Comune di Croglio, come tutte le valli della fascia sud prealpina, non doveva essere disabitato; lo provano numerosi oggetti neolitici e pre-liguri ritrovati in altri comuni dell'attuale Malcantone (da Sessa a Cademario). I Liguri, i Celti, gli Etruschi e i Romani devono pure aver abitato le nostre terre; ce lo confermano vari nostri toponimi e la fonetica, il lessico, la sintassi del nostro dialetto.

E' convinzione di tutti gli storici che il Cristianesimo si sia affermato, anche da noi, verso il IV / V° secolo dopo Cristo, per irradiazione da Milano e da Como.

Nel 590, Franchi e Longobardi si scontrano sulla riva destra del fiume Tresa; è la prima volta che il nostro territorio viene citato con precisione in un documento antico: l'"Historia Francorum" di Gregorio di Tours. Per trovare altre citazioni, dobbiamo risalire a dopo il Mille, alle guerre tra i Comuni di Como e di Milano quando, nel 1126, venne distrutto il "Castrum Albeleti", che gli storici situano chi a Castelrotto, chi a Beride, chi a Croglio.

Nel 1328, Croglio è citato come "Borgo".

Nel 1440 (data degli affreschi dell'abside di San Bartolomeo a Croglio) Croglio è detto "comune". E "comuni" sono, già nel Duecento, Biogno e Beride.

Nel 1336 è menzionato Purasca (toponimo ligure).

Nel 1580/82, a Castelrotto, si costituisce la Parrocchia (che comprendeva, già allora, tutte le frazioni dell'attuale Comune di Croglio); Castelroto, con Sessa, si erano già staccati dalla Pieve di Agno, nel 1561.

Sono noti gli statuti del "Comune di Castelrotto" del 1686.

E' di quell'epoca (1635/1670/1690) la costruzione dell'imponente chiesa di San Nazaro (al posto della precedente già citata nel 1301): impresa alla quale partecipò fattivamente tutta la popolazione attiva; uomini e donne che lavorarono, con licenza del vescovo di Como, anche la domenica.

Dal V° secolo in poi, le nostre terre furono soggette, con alterne vicende, a Como, a Castelseprio, a Milano, fino alla conquista degli Svizzeri, nel XVI° secolo. Questi ultimi, durante il loro dominio, fino alla fine del Settecento, non lasciarono nessuna traccia nel nostro Comune, mentre la nostra gente non rinunciò mai a una certa autogestione della sue vicinie.

Nel 1803, alla nascita del Canton Ticino, Croglio è sede del comune e comuni sono anche Biogno e Beride che restano tali fino alla loro unificazione nel 1907.

Nel 1976, il Comune di Biogno Beride si fonde con Croglio formando un unico comune che si identifica con l'antico territorio religioso-culturale della Parrocchia.

La storia della nostra economia è simile a quella di quasi tutti gli abitati del Sottoceneri: per secoli è stata caratterizzata dalla pastorizia e dall'agricoltura, integrate dai proventi dell'emigrazione edilizia specialmente in Piemonte e in Lombardia, ma anche in molti paesi d'Europa, e nelle Americhe; dalla fine dell'800, l'ultima emigrazione si diresse specialmente verso la Svizzera Romanda.

Una curiosià: il nome "Malcantone" è citato per la prima volta in un atto ufficiale, nel 1644, dal vescovo di Como Carafino, in visita pastorale a Castelrotto: "In Castro Rupto, Maliut vocant Anguli..".

 

Personalità

Luigi Rossi (1864 - 1890) di Castelrotto.
Dottore in legge, nel 1887, a Lovanio.
Deputato al Gran Consiglio per il partito conservatore e poi, nel 1890, direttore del Dipartimento di Giustizia e Polizia. Pochi mesi dopo, 11 settembre 1890, fu ucciso, sullo scalone del Palazzo del Governo, durante i noti moti liberali.

Giovanni Rossi (1861-1926) di Castelrotto.
Cugino di Luigi Rossi, ma di parte liberale.
Laureato in medicina, non esercitò.
Appassionato di agricoltura, impiantò il vigneto sperimentale Vallombrosa con vitigni francesi, fra cui il primo "Merlot" del Ticino; scrisse un volume su "La ricostituzione dei vigneti".
Dal 1909 al 1926 fu direttore del Dipartimento Agricoltura Foreste e Igiene.

Carlos Pellegrini (1846-1906), di Croglio.
Nato a Buenos Aires l'11 ottobre 1846, dopo essersi laureato avvocato, dedicò la sua vita alla Nazione Argentina e dal 1890 al 1892 ne fu Presidente. I suoi discendenti nacquero a Croglio nella casa Pellegrini, poi Andina e oggi Conti che si trova nelle immediate vicinanze della casa comunale.

Giuseppe Rossi, fu Luigi (1846 - 1927) di Castelrotto.
Lasciò tutti i suoi beni per la costituzione di una fondazione (1928) il cui scopo è ancora oggi quello di gestire un Ospedale destinato a ricevere gli ammalati del Malcantone, l'Ospedale Malcantonese di Castelrotto.

Giovanni Rossi ( 1858-1938) e la moglie Giuseppina (1862-1942) di Castelrotto.
Lasciarono i loro beni per la costituzione di un ricovero atto ad accogliere le persone anziane domiciliate nei tre circoli del Malcantone, che venne edificato a Castelrotto.